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Colostro e Vitalità dei suinetti: oltre la quantità e le immunoglobuline (Parte I)

Lo studio evidenzia come la composizione bioattiva del colostro, influenzata dall’ordine di parto della scrofa, possa incidere su sopravvivenza, crescita e sviluppo intestinale dei suinetti...

Introduzione

Nei primi giorni di vita si concentra la quota più elevata di mortalità dei suinetti. In questa fase, il colostro rappresenta il principale fattore in grado di influenzare sopravvivenza, crescita e sviluppo immunitario.

Se da tempo è noto che la quantità ingerita è determinante, oggi emerge con sempre maggiore evidenza che anche la qualità del colostro gioca un ruolo chiave.

Uno studio recente ha analizzato in dettaglio la composizione del colostro mediante un approccio multi-omico, evidenziando relazioni dirette con mortalità, crescita e sviluppo del microbiota intestinale dei suinetti (Luise et al., 2026).

Lo studio

Lo studio ha coinvolto 20 scrofe (Large White × Landrace) suddivise per ordine di parto:

  • scrofette
  • scrofe al secondo parto
  • pluripare

Tutti gli animali sono stati allevati nelle stesse condizioni e con la stessa alimentazione, per garantire un confronto affidabile.

Subito dopo il parto è stato raccolto il colostro, analizzato per;

  • composizione nutrizionale
  • contenuto di immunoglobuline,
  • acidi grassi (over 70)
  • metaboliti (circa 950)

Queste analisi hanno offerto una fotografia molto dettagliata di questo primo alimento fondamentale.

Parallelamente, è stato studiato il microbiota intestinale dei suinetti a 6 e 24 giorni di vita. I suinetti, sempre mantenuti nelle stesse figliate, sono stati pesati e monitorati per crescita e mortalità.

Grazie ad analisi statistiche avanzate, è stato possibile mettere in relazione la qualità del colostro con lo sviluppo del microbiota e le performance dei suinetti, fornendo una visione più completa del legame tra nutrizione materna e salute dei piccoli.

Questo approccio ha consentito non solo di identificare singoli nutrienti, ma anche di evidenziare relazioni funzionali tra metabolismo materno, colostro e sviluppo del suinetto, fornendo una visione più completa rispetto alle analisi tradizionali.

L’obiettivo era individuare quali componenti del colostro, dipendenti o non dall’ordine di parto della scrofa, fossero maggiormente associati alla sopravvivenza e all’accrescimento della nidiata.

Effetto dell’ordine di parto sulle performance della figliata e sulla caratterizzazione multi-omica del colostro

Uno dei risultati principali riguarda il ruolo della parità (N° di parti). Le scrofe di secondo parto hanno mostrato la mortalità più elevata, mentre le scrofette hanno prodotto suinetti con peso alla nascita inferiore (Tabella 1). Questi risultati sono in linea con quanto riportato in letteratura, dove le scrofe giovani presentano maggiori criticità legate a fabbisogni nutrizionali e stato fisiologico.

Tabella 1. Effetto della parità sulle performance dei suinetti

Parametro Scrofette 2° parto Pluripare P-value
Alla nascita (d0)
Nati totali (n) 16.0 16.6 16.5 0.95
Nati vivi (n) 14.3 15.6 14.2 0.43
Nati morti (n) 1.00 0.57 1.50 0.23
Mummificati (n) 0.85 0.42 0.83 0.50
Peso alla nascita (g) 1.347ᵇ 1.571ᵃ 1.548ᵃᵇ 0.036
Suinetti leggeri (%) 34.0 21.0 25.5 0.21
Suinetti normali (%) 49.7 47.1 57.5 0.64
Suinetti pesanti (%) 10.6ᴮ 28.7ᴬ 12.3ᴮ <0.001
Variabilità nidiata (%) 21.1 14.0 19.4 0.39
A 6 giorni (d6)
Dimensione figliata (n)1 11.2 11.7 10.6 0.77
Mortalità (%)2 9.99ᴮ 23.2ᴬ 12.01ᴮ <0.001
Mortalità suinetti leggeri (%) 34.1 54.3 61.8 0.47
Peso (g) 2.573 2.476 2.604 0.68
Variabilità figliata (%) 16.1ᴬ 25.8ᴮ 20.2ᴬᴮ 0.025
Accrescimento d0–d6 (g/giorno) 176 154 177 0.56
A 24 giorni (d24)
Dimensione figliata (n)1 10.9 8.57 9.11 0.17
Mortalità (%)2 18.8ᴮ 39.4ᴬ 34.3ᴮ <0.001
Mortalità suinetti leggeri (%) 42.4 60.1 64.3 0.63
Peso (g) 6.090 7.140 6.976 0.07
Accrescimento d0–d24 (g/giorno) 195 237 231 0.08

1 La riduzione delle dimensioni della figliata a d6 e d24 è dovuta sia alla mortalità dei suinetti che allo spostamento di alcuni suinetti in altre figliate a causa di una crescita non adeguata.
2 La mortalità è cumulativa ed è stata calcolata tra d0 e d6, e tra d0 e d24.
Lettere diverse (a, b; A, B, C) indicano differenze significative tra gruppi; Maiuscole = differenze più marcate (P < 0.05).

A differenza di quanto spesso si considera nella pratica aziendale, i parametri classici del colostro, come proteine, lattosio e immunoglobuline, non spiegano da soli le differenze osservate nelle performance dei suinetti. In effetti, per questi parametri non sono emerse differenze significative tra le diverse parità.

Le differenze più rilevanti sono invece legate al profilo in acidi grassi e metabolomico del colostro come si può vedere in Figura 1-2.

Per quanto riguarda il profilo in acidi grassi:

  • le scrofette presentano un rapporto più basso tra acidi grassi polinsaturi e saturi (PUFA/SFA)
  • le pluripare mostrano una maggiore presenza di PUFA di origine alimentare.

Questo suggerisce una maggiore mobilizzazione delle riserve corporee nelle scrofette, legata ai più elevati fabbisogni energetici. Anche le differenze negli acidi grassi ramificati (BCFA) potrebbero riflettere effetti combinati di dieta e microbiota.

Il profilo metabolomico evidenzia differenze ancora più marcate tra le parità. Le principali variazioni riguardano metaboliti appartenenti ad aminoacidi e peptidi, più abbondanti nelle scrofette (FruLeuIle, lisina, N-acetiltriptofano), indicando una maggiore mobilizzazione proteica, probabilmente legata a un apporto non ottimale nelle fasi finali della gestazione. Nelle scrofette emergono anche segnali di maggiore stress ossidativo (N-acetiltriptofano, S-lactoilglutatione), mentre nelle pluripare si osserva una maggiore presenza di metaboliti di origine microbica (L-beta-omotirosina), suggerendo un microbiota più stabile e maturo.

Nel complesso, l’effetto della parità sulla composizione del colostro è principalmente legato allo stato metabolico della scrofa: più critico nelle scrofette e più stabile nelle pluripare.

Figura 1. Effetto dell&rsquo;ordine di parto sul profilo lipidico e metabolomico del colostro suino. L&rsquo;analisi del profilo degli acidi grassi (A-B) evidenzia una separazione parziale tra scrofette, scrofe di 2&deg; parto e pluripare (A), con specifici acidi grassi che contribuiscono alla discriminazione tra i gruppi di parit&agrave; (B).
Figura 1. Effetto dell’ordine di parto sul profilo lipidico e metabolomico del colostro suino. L’analisi del profilo degli acidi grassi (A-B) evidenzia una separazione parziale tra scrofette, scrofe di 2° parto e pluripare (A), con specifici acidi grassi che contribuiscono alla discriminazione tra i gruppi di parità (B).
Figura 2. Al contrario, il profilo metabolomico (C-D) mostra una chiara separazione tra le tre classi di parit&agrave; (C). I metaboliti maggiormente discriminanti appartengono principalmente alle classi degli aminoacidi, peptidi e derivati lipidici (D). I valori VIP (Variable Importance for Projection) indicano l&rsquo;importanza di ciascun metabolita nella discriminazione tra i gruppi sperimentali; valori pi&ugrave; elevati corrispondono a una maggiore capacit&agrave; discriminante. I valori di Log2FC positivi indicano una maggiore concentrazione nel primo gruppo del confronto, mentre valori negativi indicano una maggiore concentrazione nel gruppo di riferimento.
Figura 2. Al contrario, il profilo metabolomico (C-D) mostra una chiara separazione tra le tre classi di parità (C). I metaboliti maggiormente discriminanti appartengono principalmente alle classi degli aminoacidi, peptidi e derivati lipidici (D). I valori VIP (Variable Importance for Projection) indicano l’importanza di ciascun metabolita nella discriminazione tra i gruppi sperimentali; valori più elevati corrispondono a una maggiore capacità discriminante. I valori di Log2FC positivi indicano una maggiore concentrazione nel primo gruppo del confronto, mentre valori negativi indicano una maggiore concentrazione nel gruppo di riferimento.

D

Classe chimica VIP Log2FC (Scrofette vs Pluripare) Log2FC (Scrofette vs 2° parto) Log2FC (2° parto vs Pluripare)
Metabolita
FruLeulle Peptidi 2.79 2.64 0.48 2.16
Leu-Gly-Gly Peptidi 2.77 0.83 -1.34 2.17
Lisina Aminoacidi 2.52 1.53 2.45 -0.92
N-acetiltriptofano Derivati del triptofano 2.08 2.33 1.45 0.88
L-beta-omotirosina Derivati aminoacidici 1.94 -2.60 -1.81 -0.80
Istidina Aminoacidi 1.71 -1.11 -1.12 0.01
Kynurenina Derivati del triptofano 1.50 -0.55 0.75 -1.30
Arginine ethyl ester Derivati dell'arginina 1.46 0.08 0.96 -0.89
Acido lipoico Derivati lipidici 1.44 0.63 1.29 -0.65
S-lactoilglutatione Oligopeptidi 1.33 0.77 0.30 0.47
L-carnitina Carnitine 1.30 0.28 -0.53 0.81
Guanosina monofosfato (GMP) Nucleotidi 1.23 0.76 0.35 0.41

Log2FC: valori positivi → maggiore concentrazione nel primo gruppo; valori negativi → maggiore nel gruppo di confronto

Implicazioni pratiche

  • I risultati indicano che il colostro va valutato non solo per quantità e immunoglobuline, ma anche per la sua composizione bioattiva.
  • L’ordine di parto influisce in modo rilevante: le differenze tra scrofette, scrofe di secondo parto e pluripare sono legate soprattutto allo stato metabolico della scrofa e si riflettono su crescita e mortalità dei suinetti.
  • In particolare, le scrofette mostrano segnali di maggiore stress metabolico, suggerendo la necessità di una gestione nutrizionale più mirata nelle fasi finali della gestazione.

Ringraziamenti

La ricerca è stata finanziata dal progetto BOOSTcolostrum (P2022ZTYLS—CUP J53D23018670001) – NextGenerationEU – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – DD n. 1409 del 14/09/2022. https://site.unibo.it/boostcolostrum/it

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